Visita ginecologica ed ecografia ostetrica

A cura del dott. Alfredo Pinto Specialista in Ostetricia e Ginecologia, Medicina Prentale

Rappresenta un controllo essenziale per la salute della donna, sia per la prevenzione delle malattie tumorali, ed infettive, sia per ottimizzare la qualità di vita in epoca adolescenziale, giovanile, adulta e menopausale. E’ opportuno che tutte le ragazze a partire dai 18 anni, o comunque dopo i primi rapporti si sottopongano ad una visita; questa va poi ripetuta ogni 2/3 anni in assenza di disturbi, anche dopo la menopausa. Essa consiste essenzialmente in una fase di consulenza in cui si raccolgono le informazioni passate e recenti (anamnesi) inerenti la propria salute, ed una fase pratica in cui si valuta la condizione dell’apparato riproduttivo mediante la visione della zona vaginale e del collo uterino con un divaricatore (speculum) e mediante poi la visione della parte genitale interna (utero, ovaie, tube) con una ecografia con sonda vaginale. Nei casi in cui non sia possibile una esplorazione vaginale si possono comunque vedere gli organi interni con una ecografia effettuata dal basso addome. Per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero si effettua il Pap-Test che consiste in un prelievo non doloroso (mediante una spatolina o spazzolino) di cellule di rivestimento della parte inferiore dell’utero (cervice o collo) che poi saranno esaminate in laboratorio da un patologo; il Pap-test è opportuno effettuarlo dall’età di inizio dei rapporti ogni 2/3 anni fino alla menopausa; poi ogni 3 anni fino ai 65 anni e successivamente solo in casi specifici. In considerazione del fatto che la maggior parte dei tumori del collo dell’utero sono conseguenti all’azione di un virus (Papilloma Virus, HPV), già a partire dai 12 anni è possibile effettuare una vaccinazione che consente una prevenzione ottimale di tale patologia e non rende meno necessario il pap-test. La visita può inoltre essere associata ad una valutazione più accurata del collo uterino (colposcopia) mediante soluzioni che ne modificano la colorazione per individuare aree atipiche, nonche da esami microbiologici (tamponi) per definire eventuali disturbi su base infettivologica. L’ecografia (TransVaginale o TransAddominale) rappresenta tuttavia la parte essenziale per la valutazione delle patologie dei genitali interni e deve essere associata ad ogni visita ginecologica. Consente la valutazione delle anomalie del ciclo mestruale, delle cause di dolori pelvici acuti o cronici, di eventuali fattori anatomici od infiammatori di sterilità (malformazioni genitali, endometriosi, pervietà tubarica), nonché della prevenzione, diagnosi e gestione delle patologie neoplastiche (endometrio, ovaio)

Visita in Gravidanza

E’ essenziale che ogni gestante si rechi dal ginecologo ad inizio della gravidanza. Attraverso una accurata anamnesi si potranno escludere le principali condizioni che possano comportare una maggiore incidenza di complicanze e definire un calendario di visite adeguata ad una fisiologica gravidanza. La presenza invece di fattori di rischio familiari (diabete, malattie genetiche o cromosomiche) o personali (cardiopatie, diabete, ipertensione, età avanzata, coagulopatie) indirizzerà verso una condotta ed un monitoraggio più accorto al fine di prevenire o diagnosticare tempestivamente eventuali patologie. La visita si effettua in gravidanza fisiologiche si effettua mensilmente e consiste nella valutazione di analisi, controllo peso, pressione, e soprattutto della informazione dei principali sintomi avvertiti dalla gestante

Ecografia Ostetrica

Lo studio ecografico del feto verte invece su 4 esami fondamentali: 8°-9° settimana, 11°-14° settimana, 20° settimana, 32°-34° settimana

 Ecografia 8°-9° settimana

In questa epoca la dimensione dell’embrione ha una corrispondenza piuttosto precisa con l’effettiva epoca della gestazione, chiamata datazione. Ciò consente di definire con precisione l’epoca presunta del parto, ma soprattutto di rapportare a questa eventuali variazioni del tasso di crescita fetale.

Ecografia 11°-14° settimana

Rappresenta a tutt’oggi un esame fondamentale, in quanto consente sia di valutare il rischio delle principali cromosomopatie, sia di avere una conoscenza anatomica approfondita del feto. Mediante l’uso di sonde ad alta frequenza e di tecnologia ecografica ed informatica di avanguardia, sarà possibile identificare già a questa epoca oltre il 50% delle malformazioni fetali ecograficamente diagnosticabili. Inoltre è determinante per la valutazione dei fattori di rischio per le cromosomopatie (trisomia 21, 18, 13) tra cui la translucenza nucale, l’osso nasale e dei livelli dei fattori biochimici (PAPP-a, fb-HCG, PLGF) utilizzati nel Test Combinato (Duo-test) del 1° trimestre (11-14 settimane). Nel caso, inoltre in cui ci possano essere dei risultati a rischio di malattie cromosomiche o genetiche, sarà possibile praticare nello stesso periodo il prelievo dei villi coriali (villocentesi) sia per studiare l’integrità cromosomica (cariotipo in coltura), sia un gruppo di circa 150 malattie genetiche mediante un nuovo tipo di indagine chiamato Array CGH. A partire dalla 12° settimana inoltre si potrà determinare il sesso fetale in oltre il 95% dei casi

Ecografia 19° 21° settimana

Questa rappresenta l’epoca in cui si pratica l’esame anatomico fetale completo, in quanto in questo periodo termina la fase di formazione degli organi fetali per cui sarà possibile valutarne l’integrità per quanto ecograficamente riconoscibile

Ecografia 32°-34° settimana

In questo periodo lo studio fetale si basa sulla valutazione della crescita, nonchè di quegli elementi che consentono di valutare il benessere fetale. In caso di ritardo di crescita, riduzione del liquido o malformazioni l’esame ecografico è integrato anche con lo studio doppler (flussimetria) al fine di conoscere lo stato di ossigenazione fetale. Inoltre alcune anomalie, soprattutto cardio-vascolari, urinarie e scheletriche si sviluppano e manifestano tardivamente e pertanto potranno essere identificate soltanto mediante questo esame.

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