Qual’è la differenza tra russare e soffrire di apnee?

a cura del Prof. Vincenzo Pucci Otorinolaringiatra Chirurgo Maxillo Facciale
Russare è una patologia delle civiltà evolute. Più si è evoluti e più si russa. è una condizione che riguarda molto più il maschio – in genere dopo i quaranta anni – e in minor percentuale la donna – in genere dopo la menopausa.
Le cause del russare (roncopatia) sono molteplici e vanno relazionate per lo più a disturbi del naso o del palato. Il russamento non va confuso con le apnee notturne.
Se un russatore soffre anche di apnee è necessario, per capire se si tratta di apnee lievi o gravi, effettuare una polisonnografía poiché, se è vero che il russare fa male agli altri disturbandone il sonno, le apnee fanno male all’apnoico perché possono comportare problemi al cuore, polmone e cervello, a causa del poco ossigeno che li raggiunge e possono portare anche all’ipertensione. Il primo livello del russare dipende o dal naso o dal palato e per comprenderlo più esattamente lo si può scoprire molto semplicemente effettuando il RONF test dove R.O.N.F. non sta per ronfare ma è l’acronimo di Rilevazione Ostruzione Naso Faringea: la persona che dorme con il russatore dà un voto alla suo russare (il massimo è 10 per russare fortissimo). Dopo aver valutato il livello, per 5 o 6 giorni il russatore utilizza uno spray vasocostrittore nel naso; se quel 10 dopo l’utilizzo del vasocostrittore diventa 0 vuol dire che il problema era il naso. Se il 10 rimane 10 vuol dire che non era il naso e se diventa 5 vuol dire che il problema dipende un po’ dal naso e un po’ dal palato.
Conviene sottoporsi all’intervento chirurgico solo se si ha 10. Per l’intervento chirurgico esistono vari livelli a seconda del russare. Per le apnee bisogna necessariamente fare qualcosa per cercare di risolverle: valutare una terapia chirurgica o non chirurgica o una terapia palliativa. Con la terapia chirurgica si riduce il palato o si interviene per migliorare il naso o si riduce la lingua, facendo attenzione perché le apnee possono anche essere dovute a disfunzioni ormonali come alcune patologie della tiroide per esempio, soprattutto l’ipotiroidismo (correggendo quindi la tiroide si risolve il problema). Il russare può essere legato anche a 2/3 fattori che dipendono dalle nostre abitudini e stili di vita:
1. il sovrappeso; più si è grossi, più si russa o si va in apnea;
2. più si mangia la sera e si beve, più si russa e più si va in apnea;
3. se si è stanchi lo stesso. Minore quindi è la distanza tra il cibo e il letto, più probabilità di russare si hanno. Se si facesse un po’ di moto dopo cena e si lasciasse un lasso di tempo di almeno 2 ore tra la cena e il letto, già andrebbe molto meglio. Queste sono quindi le abitudini igienico-sanitarie per chi desidera migliorare.
Tornando alle terapie per le apnee, le terapie palliative, se le apnee sono gravi, consistono nell’utilizzo di un apparecchio chiamato c-pap: si applica la sera e spinge ossigeno nei polmoni. In questo modo la qualità del sonno migliora moltissimo; da che ci svegliava stanchi, ci si sente meglio. Quello delle apnee è un problema sociale enorme, basti pensare a tutti gli incidenti stradali causati da persone apnoiche. Mentre un giusto sonno per chi fa viaggi in macchina, diminuirebbe sicuramente gli incidenti. Le terapie chirurgiche per le apnee sono tante a partire dalla radiofrequenza al palato. Esistono poi le terapie non chirurgiche tra le quali vi è un bite che si mette tra i denti per favorire la respirazione con la bocca. Oggi sono a disposizione anche delle cinture che hanno un piccolo elettrodo sulla schiena che, se si va in apnea, scatta e l’apnoico si gira, migliorando la respirazione. La percezione di una buona respirazione nasale non dipende solo dalla quantità di aria che passa attraverso le cavità nasali. L’integrità della mucosa nasale, in alcune patologie croniche, come la rinite allergica, può essere compromessa, condizionando in maniera significativa la sensazione di “passaggio d’aria”. In alcuni casi, anche dopo chirurgia del setto e dei turbinati, persistono i disturbi legati a rinite ipereattiva (rinorrea, starnutazione, prurito nasale, sensazione di “naso chiuso”).

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